Filmalibri

Come funziona la Pellicola Cinematografica

Si, ok, ma cos’è questa Pellicola cinematografica?

Non si può capire e apprezzare l’unicità dei Filmalibri senza conoscere la pellicola cinematografica, la materia prima che utilizzo per la realizzazione di segnalibri, quadri, lampade e portachiavi.

La pellicola cinematografica è un nastro realizzato in triacetato di cellulosa o in poliestere, materiale più sottile, che permetteva di occupare meno spazio.

Su questo nastro, della larghezza di 35mm, e di lunghezza variabile a seconda della durata del film, venivano impresse le immagini del film, divise in fotogrammi.

PERSISTENZA RETINICA

La proiezione cinematografica si basa sul principio della Persistenza retinica.

L’occhio umano percepisce un movimento più o meno fluido nell’osservare lo scorrimento in rapida successione di immagini consequenziali.

Maggiore è il numero delle immagini mostrate in un secondo, più fluido sarà il movimento che percepiamo.

Avrete sicuramente visto video di Ciclotropi, strumenti circolari sui quali erano attaccate immagini consequenziali, ad esempio di un cavallo al galoppo, che, viste in rapida rotazione, formavano un movimento unico, in loop, come delle gif animate.

Il principio è quello: se divido un movimento in un tot di immagini statiche, ma consequenziali, proiettandole rapidamente, l’occhio umano ricostruirà il movimento in maniera fluida.

Nel caso della pellicola cinematografica, i fotogrammi scorrono all’interno della macchina di proiezione alla velocità di 24 per ogni secondo.

All’interno della macchina di proiezione sono presenti una lampada e delle lenti che riescono ad ingrandire l’immagine proiettandola su grande schermo.

Primi tentativi di proiezione su grande schermo

Questo significa che in ogni secondo scorrono su grande schermo 24 immagini diverse.

Una cosa simile accade anche con la tecnica del Flit Book

in cui su ogni pagina compare un soggetto leggermente spostato o modificato rispetto sia alla pagina precedente che a quella successiva.

Sfogliando un Flit book rapidamente, vedremo il soggetto muoversi e cambiare.

Movimenti più rapidi saranno rappresentati da fotogrammi consequenziali che si discostano notevolmente l’uno dall’altro, mentre movimenti più lenti produrranno una successione di immagini pressoché statiche tra loro.

Ad esempio, se su grande schermo abbiamo la scena in cui un protagonista è fermo e parla, avremo dei fotogrammi tutti molto simili tra loro, in cui il movimento delle labbra sarà quasi impercettibile ad occhio nudo.

Se invece abbiamo una scena concitata di combattimento, le immagini di ogni singolo fotogramma risulteranno quasi mosse, perché i personaggi si stanno muovendo molto rapidamente.

 

La pellicola fotografica è composta dalle seguenti parti:

  • Perforazioni laterali – permettevano lo scorrimento, aggrappandosi ai rulli dentellati della macchina di proiezione.
  • Giunta laterale – contenente la traccia audio della colonna sonora
  • Fotogramma – contenente le immagini a scorrimento
  • Interlinea – linea di separazione tra un fotogramma e l’altro

La larghezza della pellicola cinematografica varia a seconda della tecnologia e della macchina da proiezione.

Nel caso della pellicola in mio possesso, si tratta di una 35mm.

Questo significa che la larghezza massima, comprese le perforazioni laterali, è di soli 3.5 cm.

Il fotogramma singolo contenente l’immagine misura circa 2.2×1.6 cm circa… praticamente un francobollo.

Nei FILMALIBRI utilizzo fotogrammi consecutivi estrapolati dalla pellicola del trailer del film richiesto.

Un trailer è composto da una selezione di scene estrapolate, non necessariamente in ordine cronologico, dal film.

I trailer sono “riassunti” dei film, montati a scopo promozionale.

I trailer servono a farvi venire la curiosità di tornare al cinema a vedere il film, quindi devono generare curiosità, far capire la storia, senza spoilerare nulla di eccessivo, che possa guastare la visione del film stesso.

Per questo motivo è chiaro che nei trailer non ci saranno tutte le scene clou del film, che alcune saranno volutamente omesse e altre saranno rapidissime, della durata di frazioni di secondo.

Per i Segnalibri utilizzo 8 fotogrammi corrispondenti alla proiezione che avveniva al cinema in 1/3 di secondo, un battito di ciglia.

Cosa può succedere in 1/3 di secondo?

Tutto e niente.

SCENA STATICA

Ci sono scene statiche, come ad esempio Forrest Gump che parla seduto sulla panchina, e in quel caso il segnalibro conterrà 8 immagini tutte molto simili tra loro, con l’unica, impercettibile differenza del movimento del labiale.

scena statica
Quando un personaggio resta quasi immobile per 1/3 di secondo, si ha un segnalibro in cui tutti gli 8 fotogrammi sembrano identici

SCENA MOVIMENTATA

Oppure possono esserci scene in rapido movimento, come Elisabeth Bennet che corre.

In questo caso, avremo 8 immagini in cui il personaggio compiono evidenti movimenti anche a distanza di un solo fotogramma.

movimento
Segnalibro contenente una scena in cui un personaggio è in movimento. Si può notare il rapido spostamento

DISSOLVENZA

In 1/3 di secondo può esserci la dissolvenza tra una scena e l’altra del trailer, come la scena della campagna britannica e il passaggio da Elisabeth seduta da sola a riflettere e lei che si guarda attorno durante il ballo.

In questo caso le immagini possono risultare accavallate e mentre una scena si dissolve, l’altra diventa sempre più nitida.

Scena in dissolvenza
Segnalibro contenente due scene in dissolvenza

STACCO

Lo stacco è il passaggio brusco da una scena ad un’altra. In questo caso in un segnalibro potrebbero comparire due scene diverse, separate da una semplice interlinea.

due scene
Segnalibro contenente due scene nettamente diverse

BUIO

A volte il passaggio da una scena all’altra avveniva con dei fotogrammi neri, che al Cinema percepivamo come degli attimi di buio, dopo i quali la scena cambiava.

In questo caso potremmo avere dei segnalibri in cui compaiono 2 fotogrammi di una scena, poi 2 fotogrammi completamente neri e subito dopo 4 fotogrammi di una scena diversa dalla prima.

Diversi sono gli esempi nel trailer di Le follie dell’imperatore o di Arancia Meccanica di Kubrik.

buio
Segnalibro contenente 2 fotogrammi completamente neri, che al cinema venivano percepiti come un buio improvviso e servivano a staccare due scene diverse tra loro

FLASH

Lo stesso principio del Buio può essere realizzato con fotogrammi completamente trasparenti, che segnano il passaggio da una scena all’altra, con attimo di bianco accecante.

In sala avremmo avuto la percezione di una luce forte e improvvisa.

Flash
Segnalibro contenente 2 fotogrammi di pellicola cinematografica trasparenti che al cinema davano l’impressione di un rapido flash

Oltre a queste variabili, molto ricorrenti nei trailer proprio perché vi sono concentrate molte scene differenti, dobbiamo considerare la lunghezza della scena stessa.

Se una scena dura 1 secondo, potrò ricavarne solo 3 segnalibri.

Se dura 10 secondi, potremo avere fino a 30 segnalibri.

Ovviamente in 10 secondi i personaggi molto raramente rimarranno fermi e voltati verso la camera, quindi anche nella stessa scena potremmo avere degli spostamenti e per questo ottenere segnalibri molto diversi tra loro.

 

Comprese le caratteristiche tecniche sia della pellicola cinematografica che dei trailer, sarà semplice comprendere la complessità dei Filmalibri, la difficoltà di ottenere l’esatto istante desiderato, ma anche la loro preziosità e unicità.

 

Come sempre, spero che questo post sia stato utile ed interessante.

Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate, se avete domande, curiosità o dubbi e se vi piacerebbe che approfondissi alcuni aspetti della questione insieme a voi.

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Alla prossima

 

Sandra

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